Università di Siena

Medicina d'Urgenza in Europa

Gruppo di Studio, di Ricerca e di Lavoro


Piante e Bacche Pericolose

Mughetto (Convallaria majalis) - Famiglia Liliacee
Mughetto
Questa pianta erbacea perenne cresce generalmente nei boschi erbosi di castagne, querce e nelle faggete, dalle regioni di pianura alla zona montana. Preferisce il clima temperato ed è diffuso soprattutto nell'emisfero settentrionale.
È alta 10-20 cm ed è dotato di un rizoma strisciante che ogni anno, all'inizio della primavera produce 2 o 3 foglie lisce e peduncolate di colore verde-chiaro. Successivamente, in maggio, compaiono i fiori bianchi, campanulati e tutti pendenti dallo stesso lato dello stelo che le sorregge, piuttosto piccoli, ma che segnalano la loro presenza anche a distanza, emanando una gradevole e penetrante fragranza.
I fiori di mughetto sono tradizionalmente presenti nei bouquets delle spose.
Il suo nome scientifico ne descrive l'habitat (convallaria) e il periodo della fioritura, in maggio (majalis). Finita la fioritura, si formano delle piccole bacche rosse, pericolose per la facilità con cui possono attrarre l'attenzione dei bambini. Tutte le parti della pianta sono tossiche per il contenuto in glicosidi cardioattivi (convallarina e convallatossina), motivo per cui il mughetto è conosciuto fin dall'antichità come pianta medicinale.
I sintomi sono simili a quelli descritti per l'intossicazione digitalica (v. digitale).

Nicotiana (Nicotiana tabacum) - Famiglia Solanacee
Appartenente alla più volte nominata famiglia delle Solanacee è una pianta erbacea annuale, ampiamente coltivata anche in Italia, che ha il suo massimo accrescimento vegetativo in estate. Nei campi coltivati a tabacco le foglie basali vengono raccolte e messe ad essiccare man-mano che la pianta si accresce fino a che, a stagione avanzata si vedono i lunghi steli sfrondati alla base, su cui rimangono solo le foglie apicali e l'infiorescenza.
Il motivo per cui la nicotina è inclusa in questa lista è nell'estrema pericolosità dell'ingestione di parti di sigaretta, evento non infrequente nei bambini. Già due centimetri di una sigaretta, se ingeriti da un bambino, possono contenere abbastanza nicotina da costituire un serio pericolo.
I sintomi sono abbastanza precoci, entro 15-30 minuti, ed includono vomito, aumento della profondità e frequenza del respiro e lieve euforia. Seguono a breve distanza i più gravi segni neurologici, con tremori e convulsioni. La misura più immediata da attuare, in caso di ingestione di parti di sigarette in un bambino, è l'induzione del vomito, possibilmente dopo aver fatto assumerte del thè. In ogni caso è indicato un contatto con il Centro Antiveleni ed un eventuale controllo al più vicino Pronto Soccorso.
Nicotiana

Oleandro (Nerium oleander) - Famiglia Apocinacee
Oleandro
Chi non conosce l'oleandro? Questa pianta cespugliosa e sempreverde si trova facilmente sia in città, nei giardini e nelle aiuole, che lungo le strade ed autostrade dove contrasta la monotonia del colore dell'asfalto con la sua abbondante fioritura e con il verde scuro del suo fogliame. Purtroppo tutte le parti della pianta sono tossiche se ingerite, contenendo sostanze che interferiscono con l'attività del cuore. I primi sintomi dopo l'ingestione e l'assorbimento sono il vomito ripetuto, le allucinazioni e soprattutto le aritmie cardiache. In persone sensibili si possono determinare delle dermatiti da contatto solo toccando foglie e fiori; anche il legno è tossico e non va usato come legna per grigliate o spiedini.

Papavero (Papaver somniferum) - Famiglia Papaveracee
Il papavero da oppio è una pianta erbacea annuale ad elevato contenuto in alcaloidi tossici. Originaria della Turchia, questa pianta si è diffusa da un capo all'altro dell'Europa e dell'Asia e viene coltivata non tanto per estrarre dai semi l'olio, ricco in lecitina e molto utile nelle diete ipocolesterolemizzanti, quanto per ottenerne l'oppio. La pianta è caratterizzata da un fusto eretto, alla cui sommità compare un unico grande fiore di colore variabile dal bianco al violetto, ma più comunemente di un bel rosso vivo. Le foglie sono alterne, grandi e con il margine dentato. La fioritura si verifica tra giugno ed agosto; i frutti sono delle capsule contenenti numerosi piccolissimi semi di colore grigio-nero. Nell'oppio, che si ottiene dalle capsule immature, sono contenuti diversi alcaloidi come morfina, codeina e papaverina, con proprietà sedative rispettivamente nei confronti del dolore, della tosse e degli spasmi muscolari. Si sconsiglia vivamente l'impiego di preparazione empiriche, fatte da mani inesperte, ottenute con parti della pianta del papavero da oppio, in quanto si possono verificare avvelenamenti gravissimi. Il quadro tossicologico è caratterizzato da una sonnolenza, che può progredire fino alla depressione delle funzioni respiratoria e cardiaca. È caratteristico un estremo restringimento del diametro pupillare (miosi).
Il più comune papavero dei prati (Papaver rhoeas, comunemente chiamato rosolaccio) contiene in minima quantità gli stessi alcaloidi del Papaver somniferum, ma per le piccole dimensioni delle capsule, ha una rilevanza tossicologica molto minore.
L'eroina, uno delle più diffuse droghe d'abuso, è un derivato semisintetico della morfina (diacetilmorfina), molto pericolosa, a causa della sua tossicità, di circa 5-6 volte superiore quella della morfina.
Papavero

Peonia selvatica (Paeonia officinalis) - Famiglia Peoniacee
Peonia selvatica
È una pianta erbacea perenne, alta fino a 60 cm. Predilige i pendii montani rocciosi, dove si presenta in piccoli gruppi. Numerose sono le cultivar ornamentali di questa pianta, selezionate per la varietà dei colori e per la ricchezza della fioritura. Il nome deriva dal medico greco Paeon, che la impiegò per guarire una ferita di Plutone. Nella Cina imperiale era simbolo di gloria e in tempi più vicini a noi faceva parte dell'arsenale magico di maghi e stregoni. È caratterizzata da un robusto e profondo rizoma fusiforme, fusti lisci ed eretti con un unico grande fiore alla sommità, di colore rosso-cremisi nella varietà spontanea, di gradevole odore e a comparsa tra maggio e giugno.
Impiegata un tempo per la produzione di sciroppi contro l'asma e la tosse, la peonia è una pianta velenosa se parti di essa vengono ingerite.
I sintomi consistono in nausea, vomito e dolori addominali, congestione degli organi pelvici e debolezza. Può provocare l'aborto nelle donne gravide.