Università di Siena

Medicina d'Urgenza in Europa

Gruppo di Studio, di Ricerca e di Lavoro


Piante e Bacche Pericolose

Colchico autunnale (Colchicum autumnalis) - Famiglia Liliacee
Colchico autunnale
Chiamata anche freddolina o zafferano bastardo è una pianta erbacea perenne, che preferisce i terreni umidi sia di pianura che di montagna. È costituita da un bulbo-tubero sotterraneo, coperto da un rivestimento membranaceo brunastro. I fiori, in numero di 3-4 per bulbo, di color rosa-viola chiaro, sembrano prendere origine direttamente dal suolo, anche se circa 7 cm di peduncolo sotterraneo uniscono il fiore al suo bulbo. I fiori del colchico sono tipicamente autunnali; in primavera, invece, compaiono le foglie e i frutti, situati alla base delle prime. Tutte le parti della pianta e specialmente i bulbo-tuberi sono tossiche, per il contenuto in colchicina. I sintomi causati da questo alcaloide consistono in bruciore alla bocca, nausea, vomito, diarrea sanguinolenta, aumento della frequenza cardiaca e dolori toracici. Questi sintomi compaiono precocemente, da 2 a 5 ore dopo l'ingestione di parti della pianta. I sintomi tardivi (>24 ore), invece consistono in febbre e insufficienza epatica e renale. La febbre può persistere per alcune settimane. Attenzione deve essere fatta al latte di pecore o capre che hanno brucato questa pianta; gli animali sono piuttosto resistenti all'azione della colchicina, mentre il loro latte può essere tossico per l'uomo. Cavalli e bovini invece, abitualmente evitano di brucare la pianta.

Dafne (Daphne mezereum) - Famiglia Timelacee
È un piccolo arbusto che può raggiungere 1,5 m. di altezza; cresce spontaneo nei boschi e nei pascoli alpini e viene coltivato anche nei giardini a scopo ornamentale. Costituisce un esempio di fioritura precoce, con fiori che precedono la comparsa delle foglie; infatti, con il tepore dei primi raggi di sole primaverile essi compaiono sulla parte apicale dei ramoscelli, anche se il terreno intorno è ancora imbiancato di neve.
Questa sua caratteristica fioritura, sui rami spogli, è il motivo per il quale viene chiamata anche fior di stecco. I fiori, di colore rosato, emanano una fragranza piacevole e penetrante, che fa contrasto per l'epoca in cui compaiono con la scarsità di vegetazione e colori dell'ambiente circostante. In estate compaiono le foglie lanceolate e le bacche verdi che a maturazione diventano rosse, simili per forma e dimensione a quelle del ribes: una vera attrazione per la curiosità dei bambini. Tutte le parti della pianta e specialmente le bacche sono pericolose per il contenuto di un diterpene tossico, la mezereina. Già dieci bacche della pianta possono costituire una dose mortale per un bambino. L'ingestione provoca sintomi quali nausea, vomito, diarrea sanguinolenta, bruciore e ulcerazioni della gola e della bocca, difficoltà respiratoria. Gli animali in genere evitano questa pianta a causa del suo sapore amaro; sono stati comunque descritti casi di avvelenamento mortale nei maiali e nei cavalli.
Dafne

Datura (Datura arborea - Datura stramonium - Datura suaveolens) - Famiglia Solanacee
Datura
Come l'Atropa belladonna appartiene alla famiglia delle Solanacee. La Datura arborea e la Datura stramonium sono le specie più diffuse, cui si aggiungono le varie specie selezionate dai vivaisti per i colori dei bei fiori campanulati (giallo, rosa, arancio) e per il profumo (Datura suaveolens). Datura arborea è una rigogliosa pianta ornamentale, dai grandi e lunghi fiori pendenti.
La Datura stramonium è invece un piccolo arbusto e si distingue per i fiori a campana a postamento eretto disposti all'ascella delle foglie. Ogni parte della pianta risulta velenosa, se ingerita, per il contenuto di sostanze atropino-simili. Come per le altre Solanacee, gli effetti tossici si manifestano con una tipica sindrome anticolinergica (v. belladonna).

Dieffenbachia (Dieffenbachia spp.) - Famiglia Aracee
Elegante pianta da interno, dalle ampie foglie verdi screziate di bianco, priva di fiori. La tossicità è limitata. È provvista di una spiccata azione irritativa e caustica per contatto. Se le foglie sono masticate, si determina una intensa sensazione di bruciore in tutto il cavo orale con possibile edema delle strutture del retro-bocca e possibile difficoltà respiratoria.
Gli effetti possono essere limitati alle labbra e alla lingua e in questo caso risolvono senza conseguenza; più importante è il quadro clinico se sono interessate le strutture del palato molle (edema dell'ugola) e dell'ipofaringe. I fenomeni di infiammazione ed edema interessano anche l'esofago e lo stomaco in caso di ingestioni di quantità maggiori della pianta. Il trattamento va deciso di volta in volta in relazione alla sintomatologia, alla quantità assunta e all'età dell'intossicato.
Dieffenbachia

Digitale (Digitalis purpurea) - Famiglia Scrofulariacee
Digitale
È una pianta erbacea biennale, che cresce e si dissemina spontaneamente, poco adatta ai terreni calcarei (è una specie calcifuga, come le eriche e le azalee); la spiga fiorale può superare 1 m di altezza. Nel primo anno di vita della pianta compaiono solo le foglie, verde scuro, a superficie rugosa, occasionalmente confuse con la borragine; nel secondo anno, in estate (giugno-luglio) compare un lungo stelo che porta i fiori, penduli, a campana, simili ad un ditale (da cui il nome digitale), di vari colori (bianco, rosa, giallo) risultato di ibridazioni effettuate a fini ornamentali.
Tutte le parti della pianta sono tossiche per cui, benchè la digitale venga usata in medicina per il prezioso contenuto in glicosidi cardioattivi, se ne sconsiglia vivamente l'uso empirico.
La sintomatologia da ingestione di parti della pianta è identica a quella dell'intossicazione da farmaci digitalici. Di solito sintomi come nausea, vomito, crampi e dolori addominali precedono i sintomi cardiologici, più tardivi, consistenti in rallentamento della frequenza, irregolarità del ritmo cardiaco e collasso; inoltre, confusione, allucinazioni e vertigini. Sono stati segnalati casi di avvelenamento in animali in seguito a ingestione di fieno contenente piante di digitale.